Il modello teorico

La Psicoterapia Cognitivo Neuropsicologica, nella quale sono specializzata, coniuga i recenti sviluppi delle neuroscienze, della psicologia dello sviluppo, della psicopatologia e della filosofia del soggetto in un quadro teorico unitario. Il lavoro congiunto di tali discipline consente di ottenere una visione complessa e multidisciplinare dello sviluppo, della psicopatologia e della cura.

La caratteristica fondamentale dell’essere umani è il suo "essere-nel-mondo" (Heidegger): l’uomo è sempre presso le cose del mondo e lo è sempre secondo una certa tonalità emotiva. L’uomo, inoltre, è sempre situato in uno specifico contesto storico e culturale ed è da sempre in relazione con l’Altro.

La Psicoterapia Cognitivo Neuropsicologica considera ogni paziente come un "Chi", un individuo i cui modi di fare esperienza sono sempre mediati dalla sua storia di vita. La sofferenza individuale risulta pertanto comprensibile soltanto a partire dalla specifica storia di vita e dagli specifici accadimenti esistenziali del singolo. Non è infatti possibile curare il disagio psicologico attraverso la semplice categorizzazione dei sintomi e l’applicazione di un protocollo di cura standardizzato e uguale per tutti gli individui: non è possibile trattare l’essere umano esclusivamente come una "Cosa".

Le modalità di manifestazione di un disagio soggettivo o una forma psicopatologica sono sempre veicolati dalla propria storia di vita e dagli specifici progetti futuri o orizzonti d’attesa

L’obiettivo della Psicoterapia Cognitivo Neuropsicologica è la trasformazione di Sé, ossia il cambiamento dei modi di fare esperienza nel mondo e con gli Altri, e non solo la modificazione dei modi di raccontare (e raccontarsi) l’esperienza stessa. Il cambiamento dei modi esperienziali avviene nel momento in cui la persona, attraverso il racconto di Sé in terapia e i compiti a casa, riconosce dei suoi modi di fare esperienza che non erano stati riconosciuti in maniera adeguata o non erano stati riconosciuti affatto.